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Glasgow Ranger - Milan
Il Milan non esce vittorioso dal test amichevole di Ibrox Park. Contro i Glasgow Rangers finisce infatti 2-2. Tutto lo spettacolo e` nella ripresa. Al 64’ Beasley porta in vantaggio gli scozzesi. Quattro minuti dopo Shevchenko lascia il posto a Pato e subito il brasiliano pareggia i conti (69’), con un gol da rapace d’area. Queste le dichiarazioni rilasciate da Carlo Ancelotti al termine della partita: "Questa amichevole è stata un buon test. Maldini, l’ultima in azzurro
"Mi farebbe piacere giocare un'ultima partita. Non sarebbe un ritorno in Nazionale - precisa Maldini -, ma l'occasione per la celebrazione di una carriera comunque lunga in azzurro, per questo mi farebbe proprio piacere. E' un'idea nata spontaneamente io non ne sapevo nulla, se e quando potrà esserci la partecipazione a questa gara è una decisione che spetta a chi di dovere, anche tenendo conto del fatto che il calendario è molto fitto e che, giustamente, il commissario tecnico, Marcello Lippi, deve tenere innanzitutto in considerazione le esigenze della squadra". Con la Nazionale maggiore Paolo Maldini ha debuttato il 31 marzo 1988 nell'1-1 della Jugoslavia, quando il c.t. era Azeglio Vicini. Il primo dei sette goal in azzurro arrivò il 20 gennaio 1993 nell'1-1 contro il Messico, mentre l'ultima partita è del 18 giugno 2002, la sconfitta per 2-1 contro la Corea del Sud che costò l'eliminazione dal Mondiale nippocoreano dell'Italia di Trapattoni. Maldini è secondo nelle presenze da capitano (64) dietro a Giacinto Facchetti (70): con la Nazionale ha ottenuto il terzo posto a Italia '90, il secondo a Usa '94 e agli Europei 2000. Possibilista anche Marcello Lippi, che però ha escluso la convocazione di Maldini per l'amichevole contro il Brasile a Londra del 10 febbraio. "La sfida contro il Brasile è vicinissima - ha raccontato il c.t. a goal.com -, mancano meno di due settimane e probabilmente sarà difficile da capire ma non si può organizzare una cosa del genere in così poco tempo. Ho un grande rispetto per Maldini, è stato un grandissimo giocatore ed un grandissimo professionista. Maldini, comunque, non si è ancora ritirato dal calcio ufficiale e non sappiamo quando prenderà questa decisione. Avevo parlato con lui riguardo la sua decisione di lasciare il giro azzurro. Mi ha detto che non era più interessato a giocare in Nazionale, ma credo che un'iniziativa del genere sia possibile. Prima però dovrà annunciare il suo addio al calcio dopodichè vedremo se sarà possibile organizzare il tutto". Un evento simile accadde il 28 aprile 2004, quando nell'amichevole di Genova contro la Spagna si celebrò l'addio all'azzurro di Roberto Baggio. All'allora "Divin Codino", che non giocava una partita con l'Italia da cinque anni, vennero concessi 87' nella sfida finita 1-1 per i goal di Bobo Vieri e Fernando Torres. Baggio, che allora giocava nel Brescia, si ritirò al termine di quella stagione. Lazio - Milan
0 – 3 David Beckham ci ha preso gusto. Dopo i gol a Bologna e Genoa, l'inglese regala una nuova splendida prestazione confezionando gli assist per i gol di Pato e Ambrosini. Di Kakà la terza rete, dopo un primo tempo in sordina dell'asso brasiliano. Una partita che aggrava la situazione della Lazio, incapace di reagire dopo la rete di Pato. Successo che permette ai rossoneri di scavalcare al secondo posto la Juventus e di rosicchiare punti all'Inter che ora li precede di sei punti. Delio Rossi non è al bivio; Claudio Lotito lo ha giurato. Per fermare il Milan il tecnico gioca d'azzardo: Muslera tra i pali. Si proprio l'uruguaiano che la scorsa stagione prese all'Olimpico dai rossoneri cinque pappine. Poi Matuzalem sulla sinistra del centrocampo, mentre è Meghni a fare il trequartista alle spalle di Zarate e Pandev. Carlo Ancelotti aggiusta la difesa poco prima del fischio d'inizio. Tra Zambrotta e Jankulovski è infatti Bonera a giooare centrale al fianco di Senderos. Un problema fisico ferma infatti Favalli nella fase di riscaldamento. Ma la notizia è l'ennesima esclusione di Ronaldinho che viene dirottato in panchina a favore di Seedorf che parte titolare sulla linea di Kakà. Mossa che allunga il dibattito sul brasiliano, caduto ormai in disgrazia, complice un calo di forma evidente. Beckham, che ha esordito proprio a Roma, non lo smuove più nessuno al pari di Pato, punta solitaria. Grinta, cattiveria e attributi. Delio Rossi ha impartito ordini precisi e la Lazio risponde al limite delle sue possibilità creando affanni al Milan che pruduce con insitenza un macchinoso possesso palla. Alla Lazio molto aggressiva, i rossoneri rispondono con ripartenze lente, ma efficaci, come quella che al 7' obbliga Muslera a compiere un miracolo deviando un tiro ravvicinato di Jankulovski. Fino al gol di Pato è l'unica occasione per il Milan impegnato a fondo nella sua trequarti. La Lazio sviluppa la sua manovra centralmente, sfruttando i tagli e la velocità delle sue punte che si ricavano varchi nella difesa rossonera. I biancocelesti cercano di fare la partita, per perdersi poi in fase conclusiva. Pandev e Zarate seminano spesso il panico. Sicuramente è del macedone l'occasione più ghiotta: una girata in area al 35' che sfiora l'incrocio dei pali. Più nitida dell'uscita spettacolare dell'ottimo Abbiati che sradica la palla dai piedi di Zarate. L'uno-due anticipa il gol, ma del Milan che sfrutta tutta l'immensa classe di Beckham. Mai un errore, mai una palla persa. L'inglese impiega poco a capire che anche questa non è serata per Kakà e si inventa rifinitore, aiuitando il centrocampo a fare diga, coadiuvato dalle illuminazioni di Pirlo. Splendido l'assist del britannico per Pato al 42', che il brasiliano infila di patto destro sul primo palo. C'è il sospetto del fuorigioco dell'inglese che subito dopo regala un'altra palla d'oro al Papero che infila di testa, ma questa volta Rizzoli annulla. Beckham, come è successo a Bologna e con il Genoa, sale in cattedra e al 3' della ripresa, su punizione, consegna ad Ambrosini la palla perfetta per il raddoppio: colpo di testa potente del capitano milanista che Muslera non vede nemmeno. La rete spiana la strada ai rossoneri che controllano agevolmente, dedicandosi al contropiede. La Lazio viene ipnotizzata dalla capacità di far girare la palla dei rossoneri, pronti a colpire in contropiede. Kakà, magicamente servito da Pirlo, si allunga la palla del 3-0; occasione che la dice lunga sull'atteggiamento della Lazio che perde fiducia. Rossi non la manda giù e toglie Meghni per Simone Inzaghi. Ma è il Milan a sfiorare a ripetizione il 3-0. Prima con Pato che si allunga il pallone in area, poi per l'egoista Kakà che invece di servire il connazionale libero in area, spreca sul palo. Entrano Kolarov e Dabo, fuori Brocchi e Radu, ma la Lazio non ci crede più, vittima del gioco rossoneri. Il Milan cinicamente non si fa impietosire e chiude il discorso con il 3-0. Lo segna Kakà sfruttando l'assist di Seedorf: penetrazione in area e diagonale chirurgico. Milan - Genoa
1 – 1
E' il David Beckham show. Tutto perfetto, prestazione impeccabile, gol da sballo; un tempo e oltre da protagonista. Strilli da prima pagina già pronti. Ma il Milan non fa i conti con le sette anime del Genoa e sulla cattiveria agonistica di Milito che all'87' trova il gol dell'1-1. Un pareggio fatale per i rossoneri che si allontanano dall'Inter e mancano l'aggancio alla Juve. Roboante per i liguri che con il prezioso punto aggiungono un mattone lungo la marcia che porta verso l'Europa. Venti secondi e Beckham è già in partita. Pressing di Seedorf e palla all'inglese che mira l'angolo alto; Rubinho vola e respinge. Mister Capello in tribuna ammira e l'asso britannico invia un'altra cartolina al c.t. dell'Inghilterra: cross calibrato che i compagni non sfruttano. Bellissimo, al 7', il lancio lungo per Seedorf, frenato dall'uscita di Rubinho. Ecco tre buoni motivi per giustificare la quarta presenza in campo consecutiva del centrocampista. Ancelotti confida sulla sua intelligenza tattica, a metà strada fra linea offensiva e difesa, dove rientra Jankulovski. Ronaldinho? Ancora in panchina: Seedorf e Kakà alle spalle di Pato garantiscono di più. Un Milan ancora una volta spregiudicato, contro un Genoa più prudente. Gasperini schiera un modulo variabile. In partenza un 3-4-1-2, con Thiago Motta a supporto di Milito e Sculli, quest'ultimo però pronto ad arretrare per dare manforte al centrocampo. Bologna - Milan
1 - 4 Le magie di Kakà e la prima rete «italiana» di Beckham regalano al Milan la prima vittoria in trasferta dal 26 ottobre. Perentorio il 4-1 con cui gli uomini di Ancelotti battono il Bologna, infliggendo a Sinisa Mihajlovic la prima sconfitta da allenatore dei rossoblù. Un’occasione per parte nei primissimi minuti. Al 2’ Abbiati si supera su un gran tiro da fuori area di Volpi, due minuti dopo un bel destro di Seedorf sfiora la traversa. Al 9’ il Bologna passa in vantaggio, con un calcio di rigore del capocannoniere Di Vaio (fallo di Maldini su Amoroso). Hannover’96 - Milan
2 - 3 All'AWD Arena di Hannover Il Milan ha battuto 3-2 in amichevole i tedeschi dell'Hannover '96. Passati in svantaggio nel primo tempo al 10' con il rigore trasformato da Huszti, i rossoneri hanno poi ribaltato il risultano nella ripresa con Shevchenko ('53) e Inzaghi ('55), portandosi sul 2-1. Hanke al 75' riporta il risultato in parità, ma ancora Inzaghi al 76' realizza il definitivo 3-2. La partita ha visto l'esodio con la maglia del Milan di Thiago Silva che ha giocato l'intera sfida e il rientro in campo di Daniele Bonera dopo l'intevento all'ernia per 45 minuti. Grazie Ricky
Kakà si affaccia alla finestra, lancia la maglia del Milan e insieme alla moglie Caroline impazzisce di gioia: «Resto con voi, resto con voi!» urla ai tifosi che stanno sotto casa sua. Berlusconi, invece, sceglie il Processo di Biscardi per annunciare l’avvenuto miracolo: «Ha vinto l’amore, Kakà ha rinunciato a un mare di soldi. Seppur con la morte nel cuore, non abbiamo pensato ai bilanci, ha prevalso il sentimento. E ora vinciamo lo scudetto». Evviva. Il colpo di scena è riusciuto. Quando ormai i siti internet scrivevano che Ricky Kakà era un giocatore del City ecco la scossa che ha rivitalizzato il popolo rossonero. Ricky, rimani al Milan!!Sono ormai 3 giorni che fatico a prendere sonno la notte, sono 3 giorni che vivo con l'ansia che arrivi la Notizia con la "n" maiuscola, sono 3 giorni che nella mia mente passano e ripassano le immagini di Kakasinho in maglia rossonera: il gol al Bruges nel 2003, i vari gol ai cugini, la doppietta all'Old Trafford, il gol al Celtic con una corsa incredibile al 103', le sue progressioni mozzafiato. Il Pallone d’Oro, il FIFA World Player e tutti i trofei che ci ha fatto alzare al cielo. E poi rivedo le sue esultanze dopo i gol con le dita al cielo e poi il pugno sul cuore: forse non lo sa, ma quel gesto significa molto. Come significò molto per me, alla prima partita di Champions a San Siro, Sheva con la fascia da capitano segnare il 3-1 al Lione sotto la curva e poi giù a battersi la mano sul cuore, perchè San Siro era il suo stadio e lui il nostro re: quell'estate la giustizia sportiva ci sparò addosso le accuse più infamanti e sheva se ne andò. Piansi. Nemmeno 3 anni dopo temo che la mano sul cuore di ieri sera possa essere l'ultimo gesto di un campionissimo cullato da San Siro sin dal primo gol (nel derby...) e venerato da tutti i milanisti e amanti del bel calcio: non c'è persona al mondo che possa dubitare del fatto che Ricardo sia l'apparizione del Divino su un campo di calcio. E allora sorgono i dubbi: chi spinge veramente per la sua cessione? Un Galliani preoccupato di far quadrare i conti? Un Berlusconi incalzato dai figli per spendere meno per il "giocattolo di famiglia"? Padre Bosco che sembra che gli interessino soli le sterline? E se fosse Kakà a voler andarsene? E se fosse che quella mano sul cuore per tutti questi anni era più un'esultanza ad usofrutto mediatico piuttosto che una sincera dimostrazione d'affetto? Se così fosse dopo la mazzata di Shevchenko non so se potrei resistere al Secondo Grande Tradimento dell'Era Berlusconi; sarebbe difficile continuare a pensare che in questo sport ci sia ancora spazio per tifosi romantici come me, che tengono piu alle bandiere e ai sentimenti che ai soldi. A Giugno il grande Paolo Maldini, l’uomo dei record, il nostro capitano, lascerà questo sport e sarà l'utlima grande bandiera a salutarci: stiamo per entrare in un calcio diverso fatto di calcoli e strategie di marketing o ci sarà ancora qualcuno pronto a farci sperare, a tenere accesso il fuoco nei nostri cuori, a farci emozionare per una corsa a perdifiato? Non lo so, spero soltanto che quel qualcuno sia un numero 22 brasiliano che con la fascia al braccio e una mano sul cuore ci faccia ricordare che il calcio non è il petrolio, ma uno sport e per questo fatto di sentimenti e non di speculazioni in Borsa.
Dove li vinceresti tutti questi trofei se non al Milan. Ricky resta!! Kakà non ha prezzo
È stata la grande notte di Kakà. A San Siro si è giocata Milan-Fiorentina, vinta 1-0 dai rossoneri grazie all'ennesima magia di Pato ma in copertina c'è stato lui, l'oggetto del desiderio del Manchester City. Quella contro i viola potrebbe essere stata l'ultima partita di Kakà in maglia rossonera. «Nessuno ha firmato nulla, stiamo ragionando, stiamo ponderando, stiamo pensando. Nessuno ha deciso nulla», le parole di un Galliani decisamente meno sorridente del solito rispetto alle serate in cui poteva annunciare colpi in entrata e non ragionare su un campione in uscita. «Devo usare la ragione oltre che il cuore e far quadrare i bilanci», la conclusione dell'ad rossonero, molto simile a quella del presidente Silvio Berlusconi che ha praticamente dato il via libera alla cessione: «Molto difficile tenerlo di fronte a certe cifre». Kakà non ha prezzo, non cedetelo. Se lui non vuole non dovete tradirlo.
Milan - Fiorentina
1 - 0 Una magia di Pato al 7' del primo tempo, in un Meazza molto simile a una valle di lacrime per il presunto addio di Kakà, regala tre punti preziosi al Milan. La Fiorentina colpita a freddo reagisce, ma non con la forza necessaria, dovendo fare i conti - e questa è una notizia - con un'attenta difesa rossonera. Con le voci che corrono sul futuro molto prossimo di Kakà, la perla di Pato sembra quasi il testimone raccolto dall'ex Pallone d'oro che sembra navigare contro i viola senza una meta precisa. Attorno, 65mila spettatori tutti per lui, con l'atroce sospetto in cuore: sarà l'ultima volta? Al fischio finale Ricardo va ad abbracciare tutti i compagni, poi rientrando negli spogliatoi pare versi qualche lacrima. Forse è il segnale. Forse la favola è finita. All'uscita i tifosi hanno circondato l'auto del brasiliano e gli hanno intonato ancora una volta il coro "resta con noi", rincorrendo poi la sua auto per alcune decine di metri. Chi sta peggio? Il Milan che deve rinunciare a Ronaldinho, oltre ai suoi infortunato storici, o la Fiorentina senza Frey e Mutu? Elementare, i viola. Senza i suoi leader la squadra di Cesare Prandelli perde in personalità, sicurezza ed esperienza, a tutto vantaggio del Milan che si propone ancora una volta a trazione anteriore: sulla mediana Beckham, Pirlo e Ambrosini, poi la coppia per eccellenza Kakà-Seedorf dietro al piccolo grande Pato. I toscani rispondono con Storari tra i pali e Jovetic e Gilardino in attacco, con Santana a supporto. E' sfida dal grande impatto emotivo. L'esordio di David Beckham a San Siro conta poco; il ritorno del Gila da avversario passa in secondo piano. Tutti gli occhi sono per lui. Kakà sente il peso del mondo addosso. Soprattutto cento, mille domande sul suo futuro. Ricardo si concentra sui viola. Prova a sfuggire a Montolivo, ma è Jovetic a impressionare di più dopo 5 minuti con la sua progressione in area che costringe Abbiati all'uscita molto avventurosa. Rosetti non ha dubbi: è rigore. L'assistente Rossomando non è d'accordo e il miglior arbitro del mondo cambia idea e gli batte le mani. Si scuote il Milan e al 7' è gia in vantaggio. Il gol è di Pato; ci siamo abituati. Un tiro millimetrico dal limite, un colpo di classe: carambola sul palo alla sinistra di Storari. Kakà si illumina, ma è un attimo. Prova a misurare il suo passo; la sua falcata inconfondibile. Ma manca la testa. Il Milan ne risente e la Fiorentina, alzando il suo baricentro, sale in cattedra. I viola giocano a memoria ed esibiscono bel calcio. Bella l'asse Kuzamonovic-Felipe Melo-Montolivo; senza dubbio più potente della linea mediana rossonera impegnata a fare muro e impedire le verticalizzazioni per Gilardino. Bella la sventola di Montolivo al 35' respinta da Abbiati, a cui risponde il pallido Beckham con un diagonale leggero, deviato goffamente in angolo da Storari. Ma ciò che conta stasera è solo Kakà. All'inizio della ripresa il tam tam è impressionante; slogan e canti si sprecano e il brasiliano ricambia da leader rossonero, spaventando due volte la difesa viola. Frastornato? Chi non lo sarebbe, ma Ricardo sfodera tutta la sua qualità cucendo e ricucendo, spingendo il Milan al raddoppio. D'altronde se non fosse per lui e Pato, con un Seedorf smarrito e inguardabile, la squadra di Ancelotti sarebbe squadra di media statura. Della Fiorentina del primo tempo, poco o niente. E' Montolivo a dettare i tempi, anche se il peso di Mutu è incolmabile. Jovetic utilizza il suo repertorio, ma Zambrotta fa buona guardia. Al 21', però, Santana sfodera un bolide centrale che Abbiati respinge a fatica. Un segnale forte, perché al 23' il portiere rossonero deve deviare in angolo con i piedi un tentativo ravvicinato di Montolivo. Prandelli sente la partita fra le mani. E se Ancelotti sostituisce Seedorf con Flamini, il tecnico viola dà più potere all'attacco inserendo Bonazzoli fresco di Samp al posto di Kuzmanovic. Santana al 29' fra venire un coccolone ad Abbiati con un tiro che sibila alla sua sinistra, mentre nel Milan abulico e stanco impressiona la saggezza di Beckham che sbaglia poco e cerca di riordinare il gioco. Ronaldinho rileva Pato, Senderos l'inglese dei Galaxy; come dire difendiamo l'1-0, perché la Fiorentina schiaccia la macchia rossonera nella sua trequarti. Il Milan resiste con i denti e le unghie e al fischio finale di Rosetti tutti cercano lo sguardo di Kakà: un gesto o un movimento, un sorriso o una lacrima: una risposta, insomma. "Galliani, vendi tuo figlio" urla la Curva. Sarà una notte di cupi pensieri.
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